Ieri sera, leggendo distrattamente il televideo di Mediaset, mi è caduto l'occhio su un titolo che riguardava la diossina nella carne. Era pressapoco questo:
MAIALE: "I NOSTRI PRODOTTI SONO SANI"
Insomma, un "virgolettato"... come se un maiale in conferenza stampa avesse dato il suo parere sulla situazione.
Ho rivisto di colpo una scena di vent'anni fa... Francesco Salvi che a Sanremo canta "Esatto!" e fa intervenire anche il maiale.
"Facciamo tutti dei versi, siamo una grande tribù". Chi se la ricorda? 
Franz12
ps: lo confesso, di "Esatto" avevo il cappellino. Nero, con scritta bianca.
"School is bad, school is death, school kills everybody... Don't go school, stay at home".
Erano i primi anni Novanta e al liceo il Complesso d'Inferiorità cantava così dalle cassette audio vendute sottobanco e impacchettate nel cellophan. Forse il signor "Dallapartedispessotto" detiene ancora quella che comprammo in società.
Oggi la scuola torna a esplodere, e io non mi voglio pronunciare perché non conosco l'argomento. Quel che mi ricordo io di scioperi e autogestioni è anzitutto il fatto che avevo una gran paura di essere strumentalizzato. Motivo per cui al massimo ho partecipato a un corteo per 300 metri, ben attento a non farmi mettere in mano bandiere o striscioni. Non ci sto, a farmi contare come militante. Pecoronizzato, colorato, definito.
Di okkupazione e autogestione se ne parlò quando ero in quarta e quinta. Non ricordo se qualcuno occupò davvero al liceo: forse una o due notti così, tanto per fare il beau geste. Di certo la prima autogestione fu tutto sommato divertente e quasi utile. Lezioni autoconvocate, partecipate da tanta gente. Musica live, testimonianze di ex studenti che parlavano di università. Utilità poca, è vero. Ma c'era un sottofondo piacevole, senza tanti livori.
Il secondo anno cambiò tutto: i duri e puri alzarono il livello di agitazione e trovarono molti meno consensi. Litigai con un compagno che voleva impedirci di andare a lezione, quasi a mani in faccia. Ma il capolavoro fu il cartellone con la scritta cubitale "STRONZI" dedicata a tutti noi che non partecipammo alla rivolta.
Lì ci fu l'applauso più caldo, sentito e fragoroso mai raccolto in vita mia. Fu la prima e ultima volta che parlai in un'assemblea d'istituto, davanti a 400 persone, compresi alcuni miei carissimi amici (e lo sono tutt'ora) che mi diedero dello stronzo e che chiesero di spiegare perché non partecipavamo all'autogestione pomeridiana.
"La scuola non è un centro sociale, né un oratorio, né un campo sportivo. E voi non avete diritto di giudicare chi non vi segue: cosa ne sapete di come spendono il tempo libero? Con che diritto vi giudicate migliori? Come vi permettete di chiederci una giustificazione?".
Novantacinque minuti d'applausi.
Franz12
L'ultima volta mi è capitato martedì scorso. Giornata lunga di lavoro, conclusa con pizza in limitata compagnia (nel senso che eravamo in quattro) in uno dei pochi locali cittadini aperti all night long.
Eccolo, il mondo delle pizzerie notturne. Il fatto che Varese sia limitata rispetto a una grande città rende forse ancora più curioso il mondo che le popola. C'è di tutto, è divertente immaginare cosa fanno e chi sono tutte quelle persone in sala con te. Arrivano attori e ballerini che si sono esibiti a teatro, improbabili famiglie sudamericane con ragazzini e nonni che a quell'ora dovrebbero essere altrove (non necessariamente a letto, ma neppure a cena all'una di notte o peggio). E anziani soli ma eleganti, possibili mignotte, possibili protettori e possibili poliziotti in borghese, vai a sapere se in servizio o se alla ricerca di qualcosa da mangiare dopo un turno lungo. D'estate un paio di tavoli sono riservati ai fantini, con l'ippodromo che chiude con l'ultima corsa a mezzanotte abbondante, e prima mangiare non si può per non zavorrare i cavalli.
C'è il tavolo di giornalisti che riconoscono qualche giocatore di squadre minori, reduce magari da una trasferta chissàdove. C'è di certo qualcuno che il poliziotto conosce per averlo visto in Questura, o sullo schedario. Anzi, temo che questa categoria sia ben rappresentata.
Insomma, la pizzeria notturna mi pare quasi una "zona franca", un recinto dove le differenze e i ruoli nella vita sono momentaneamente azzerati, almeno per il tempo di una pizza, una pastasciutta, una birretta. "Ah, prima della pizza portaci una bruschetta, lui invece prende solo il dolce". Poi la porta si riapre, ognuno torna al suo posto.
Vabbé, la prossima volta assoldo un sociologo per accompagnarci. Magari mi spiega qualcosa, e non è detto che confermi le mie sensazioni.
Franz12
L'Italia si sta consumando in queste ore nel lutto per la morte di Gianfranco Funari. Servizi, interviste, ricordi, fotografie... tv e giornali di ogni taglio sbattono le lacrime in prima pagina per "un innovatore", "un grande", "un modello" con tanto miele appiccicato parola dopo parola.
A me invece si rivolta lo stomaco, per l'ennesima volta. Fatto salvo il dovuto e doveroso rispetto (anche questo termine peraltro inizia a schifarmi) per una persona che non c'è più, mi chiedo da due giorni quali dovrebbero essere i motivi di gratitudine verso Funari.
Uno che fumava con arroganza davanti alle telecamere, perché era figo e se lo poteva permettere, salvo dire "ai giovani" di non fumare in punto di morte "perché fa male".
Uno che è diventato famoso sdoganando lo stile "straccivendolo" nei suoi programmi dove la gente poteva urlare di tutto incitata dal conduttore («Signori, parlate due alla volta»).
Uno che ha fatto dell'ostentazione volgarotta uno stile di vita.
Tutte cose che, a parole, oggi sono indicate come causa della decadenza dell'informazione e della televisione italiane.
Ma si sa, «quand mören in tücc bun»
Franz12
L'opzione "Speedy Boarding" proposta dagli addetti di Easy Jet su un volo che ha appena annunciato due ore di ritardo (partenza rinviata alle 22.45) è:
- uno scherzo
- un tentativo di autolesionismo
- una strafottenza
A quale antica favola si rifanno le ultime dichiarazioni di Cobolli Gigli, che al posto di Xabi Alonso oggi propone il danese Poulsen («un guerriero che piacerà ai tifosi») come prossimo acquisto della Juve?
- la volpe e l'uva
- la volpe e l'uva
- la volpe e l'uva
Feisbuc mi ha permesso, purtroppo in ritardo, di scovare la data di Impolliniamoci. E' stata venerdì scorso, accidenti (anche se non ci sarei potuto andare, ma facciamo finta...)
Non fate finta di non capire... parlo di Impolliniamoci, la cosiddetta Festa di Primavera dell'Università di Agraria a Milano. L'appuntamento più atteso della stagione dell'intera Città Studi.
Chi non c'è mai stato non sa cosa si è perso... chi invece ci ha messo almeno una volta il naso non può che sorridere, ora che ci ripensa.
Come faccio a farvi capire cosa accade? Con qualche esempio?
-Quella volta che Franz12 e Testadiferro hanno l'ennesimo tentativo nello scritto di mate, ma si presentano all'esame con un bicchierone di rosso in mano (segati, ovvio)
- Quella volta che il Mosca a furia di bere e ballare, bere e ballare, bere e ballare si è rotto un dente cadendo sul marciapiede
- Quella volta che i Roosters avevano appena vinto lo scudetto e l'AlePor mi versava in bocca mestoli di sangria al grido di "Fraaaaaanz... campioni d'Italiaaaaaa" (in treno, 35°, con la felpa per nascondere le sbrodolate di vino)
- Quella volta che a Milano c'era la finale di Champions, i miei amici erano quasi tutti allo stadio a fare lo steward o la hostess e io fui ospite di alcuni pianificatori urbanistici (grazie all'AleMol). Bevemmo allo stremo. A casa mi addormentai fino al secondo tempo della partita
- Quella volta che i 27 Gioda ci fecero ballare sotto il sole, e quell'altra che c'era uno spettacolare gruppo from USA (e mi ricordo la Splendida che ballava in prima fila... arf arf)
- Quella volta, l'ultima prima della laurea, che finalmente diedi il mio contributo disegnando la Vaca Loca sul cartellone della sangria. E AlePor per poco non si tagliò via un dito...
- Quella volta che Aurelio il Terrificante fu visto sorridere con un piatto di risotto in mano davanti a una mostra fotografica
- ... continuate voi, se ci siete mai stati. Io sono quasi ai lacrimoni (di sangria, of course)
Franz12
Non ho ancora capito a cosa serve, né se mi piace l'idea. Però negli ultimi tempi sto diventando un fan di Facebook.
Non una cosa continua, per fortuna, anche perché non saprei che farci tutto il giorno. Però mi sono abbastanza divertito a cercare gente che non vedevo da tempo, trovare qualcuno, lavoricchiare per migliorare la paginetta.
Cavolo, di agraria non trovo quasi nessuno; in compenso mi sono iscritto a un po' di gruppi (le mie scuole superiori, i fans di Pozzecco, di Hazzard, di Elio, della Bandabardò, di Petrovic e Magic Johnson, la Varese che beve...).
Poi ho scoperto che calcisticamente sono un Gattuso e ho messo Mazinga Z come cartone animato in cui mi rispecchio, in alternanza con Wile E. Coyote.
Ah cazzo, è vero. Tra poco gli anni sono 32...! 
Franz12
Questa sera ho visto il telegiornale della Svizzera Italiana (grazie a una tv piemontese che lo rilancia, in attesa di mettere l'antenna del digitale terrestre).
Subito mi ha preso una notizia interessante, l'ALLARME PATATE
Ecco, ora lo so che voi state pensando quello cui ho pensato io, parlo dei maschietti.... che vi conosco. Purcelli!
E invece no... ecco il riassunto della notizia tratta dal sito della TSI
"Ad un mese dal fischio d'inizio degli Europei di calcio scatta l'allarme patate. La richiesta di patatine fritte e chips aumenterà in modo tale da esaurire le scorte di materia prima. Lo ha comunicato Swisspatat (ecco, voglio la tessera di Swisspatat ndF12) che intende correre ai ripari (bravi!) e chiede di poter importare 3'000 tonnellate di tuberi supplementari per evitare la penuria e magari anche "una figuraccia" nell'ambito della competizione internazionale. Tuttavia, prima di poter rimpolpare le riserve con acquisti all'estero ci vuole l'autorizzazione del Dipartimento federale dell'economia di Doris Leuthard, che chiede altre informazioni".
Chiedete all'Olanda per importare: pare che là sfràttino le patate di Amsterdam, quelle più famose 
W la Confederazione (e il Ticino è biancoblù, giova ricordarlo sempre!)
Franz12
Tra i motivi per cui io potrei essere un interessante "caso clinico", c'è quello che ho ribattezzato "Lo sbadiglio del sabato sera".
Immancabile, puntuale, regolare. Ogni sabato "che il Signore manda in terra", tra le 17,30 e le 19 mi colpisce una specie di abbiocco (non mi addormento, ci mancherebbe, ma un po' mi intontisco...) corredato da una serie di sbadigli. Vale per qualsiasi cosa stia facendo: una riunione, un lavoro, un aperitivo, un viaggio.
Questa sera sono in parte riuscito a prevenirlo con un caffé, altre volte - quando sono proprio malconcio - stappo una Red Bull. Comunque un paio di colpetti lo sbadiglio li dà sempre.
Tutto ciò - specifico - non avviene durante la settimana, né la domenica.
Mistero. Se alla lettura del blog ci fosse uno sbadigliologo è pregato di dire la sua.
Yawn. Scusate
Franz12
Incoeu me toca scriv un post tütt in dialétt: ier sira sun stai a vidée (e 'scultàa, e balàa) ul cuncért del Davide Van de Sfroos al Forum de Milàn.
Roba de matt: vündesmila persònn föo de cöo per un cantant dialetàl, al Nord, in Lumbardia, el s'era propri mai vist, almen in chi ann chi. Trii or de müsica senza mai fermàss, tanti canzun noev, tanti vecc.
Emm finìi maseràa, stanch, ma anca cuntént. Ul dialétt el gh'è ammò. E l'è semper belisim.
Franz12