La notte scorsa mi sono fatto un ripasso di storia, da sempre la mia materia preferita dopo l'educazione fisica.
Novant'anni fa finiva la Prima guerra mondiale, la Grande Guerra. Non ho voglia di farci troppe riflessioni scritte, forse non ha neppure troppo senso.
Però mi pare giusto un ricordo. Un ricordo di quella che forse è stata LA guerra, perché quello che accadde in quelle maledette trincee è diventato poi un riassunto di tutte le brutture che i conflitti portano. Più della seconda guerra, già tecnologica, mirata...
La scomodità delle postazione, la crudezza delle armi, la disinvoltura nell'usare nuove invenzioni, la sciagura di generali formati con tecniche ottocentesche che mandarono centinaia di migliaia di ragazzi a morire senza possibilità né di salvezza né di combinare un'azione utile.
Una tragedia mostruosa, che ha lasciato buchi demografici e lapidi lunghe così con i nomi dei morti in ogni paese, pure piccolo.
Una tragedia mostruosa che ha avuto un merito che pare uno spiraglio nel buio. E' servita a compattare l'Italia. E lo dico senza alcuna voglia di retorica o di patriottismo futile e fine a se stesso. In quelle trincee, su quei carri malandati tra quei casermoni freddi non ci furono troppe differenze. Ricchi e pezzenti, analfabeti e studenti, lombardi di montagna e di città, piemontesi e calabresi, sardi e romani. Tutti a fare muro ai proiettili, mandati da un criminale di nome Cadorna che meritava una fucilata. E che invece (questo è il mistero più grande... anche perché Caporetto fu troppo anche per lui), continua a sopravvivere beffardo in piazze, vie e stazioni di tutta la Penisola.
«Sicure l'Alpi, libere le sponde, e tacque il Piave, si placaron l'onde».
Franz12
Girovagando sul web, qualche sera fa mi è passato per la testa di andare a controllare se ci fossero novità... sul mio passato... in grigioverde.
E ho avuto una brutta sorpresa: il 157° Reggimento di fanteria "Liguria", i "Leoni di Liguria", non esiste più. Nel giugno 2004 il Reggimento è stato sciolto definitivamente, dopo che era stato ricreato (credo solo per l'addestramento reclute) nel '99.
In realtà il mio militare tra i "Leoni" è durato ben poco, un mesetto con tanto di licenze nel mezzo (famosi i miei primi 11 giorni: arrivo in caserma il Venerdì Santo, ritorno a casa sabato per 10 giorni, causa Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio). Il tempo del Car e del giuramento.
Però mi sono divertito, nonostante sia stato arruolato in tarda età (26 compiuti) causa università e destinazione successiva, sulla quale non vi annoio (sappiate solo che ho fatto un militare moooolto strano e per nulla guerresco...).
Ero uno dei più vecchi, con un sottotenente che mi chiamava "dottore" e che ho zittito il giorno che ha fatto la "lezione" di educazione civica, quando in pratica ho risposto a tutto quello che chiedeva. Purtroppo non ho praticamente legami con i commilitoni, a parte "Parma", che ho rivisto a Roma un mese fa. "Parma" non è il nome, è il soprannome: tutti lo avevano.
La mia permanenza ai "Leoni" si svolse alla celebre caserma Turinetto di Albenga, famosa per aver ospitato oltre a me altri vip, quali ad esempio Gianni Morandi e Jovanotti...
Nel complesso un'esperienza carina: non si mangiava male, il capitano era una persona affabile, la doccia calda, lo spaccio accogliente. Nota di merito per le due psicologhe chiamate per le visite (tipo "tigri del materasso", per testare le funzionalità del bromuro, penso), per il playground dove diedi spettacolo di basket (gli avversari in effetti erano quello che erano), per il mare e per il colonnello. Famosa la sua frase: «Ricordo che è vietato scrivere qualsiasi cosa sulla divisa, compreso l'interno dei cappelli. Sono stufo di leggere frasi come "viva la naja, abbasso la figa"».
A suo modo uno spaccato d'Italia: c'erano laureati e semianalfabeti, malati e atleti nel giro della nazionale, timidoni e ganasa, ragazzini e gente grande, pastori alla prima esperienza lontano da casa e giramondo... Un po' di tutto; mi sono divertito a osservarlo.
Franz12