Fermata Theresienwiese

Ein prosit, ein prosit, der Gemütlichkeit

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Utente: franz12
«Ein Prosit!»: Theresienwiese è la fermata di metropolitana dalla quale si accede all'Oktoberfest. Beviti un boccale qui con me, parlando di sport, musica, episodi divertenti...

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Maß (boccali) di birra serviti fino ad ora

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giovedì, 22 gennaio 2009

Nostalgia canaglia

Innanzitutto scusatemi. Un post in due mesi è proprio un po' pochino... ma purtroppo o per fortuna il tempo di scrivere qua sopra è sempre più risicato, e sinceramente anche la voglia spesso latita.

Vabbé, passi. La voglia mi è tornata questa sera, perché volevo raccontare quello che mi succede ogni qualche giorno. Porca vacca... quando mi viene da pensare ai Mondiali di ciclismo di casa mia, quelli di settembre scorso, mi viene un groppo alla gola, una voglia di rifarli... una nostalgia canaglia che faccio fatica a scacciare.
Mi è capitato di guardare l'ippodromo dal parcheggio del palaghiaccio e di rivedere virtualmente com'era tutta l'area in quella settimana. Gli ingressi, le tribune, i tendoni, l'arco di trionfo sopra la linea d'arrivo, la gente, le bandiere.
O rileggermi i giornali di quei giorni, riguardare i cartelli chilometrici, il punto dov'è scattato Ballan, le scritte sull'asfalto sulla provinciale della Schiranna. Ripensare a quel sabato sera in cui la città era piena, calda, festante, felice.
O al mio lavoro incessante fin dai mesi precedenti... le attese, il libro, le strette di mano, le novità, le incazzature, le tensioni, i sorrisi, le urgenze, la gente che va e viene in sala stampa, i pass, i volontari gentili e le volontarie sorridenti. I corridori ai box, i big circondati da flash e telecamere, gli sconosciuti che gioiscono solo per essere lì. La splendida serata di inaugurazione, i pranzi a salamella e lasagne, lo spettacolo di Oreglio...

Porca vacca, e due. Ne voglio ancora... e non a Mendrisio. Ancora a Varese  !
franz12

postato da: franz12 alle ore 23:02 | link | commenti (3)
categorie: libri, sport, lavoro, gente, varese
martedì, 02 dicembre 2008

Don King in ammiraglia

Ci sono, ci sono ancora, non vi preoccupate. Solo che non ho tanta voglia né troppo tempo per scrivere qui sopra. Torno stasera, stanotte, dopo che ieri ho visto una notizia di ciclismo su Televideo. "Armstrong a sorpresa farà anche il Tour de France".

Ohibò. Mi sono avvicinato "sul serio", professionalmente (il tifo e la passione ci sono da sempre), da pochi anni, ne ho già viste e sentite tante, ma almeno la deriva circense pensavo di risparmiarmela.
Già, perché qui si pedala, ma tutto fa pensare sempre di più al mondo della boxe, una disciplina che è stata grande e che ormai si è persa tra mille sigle, carrozzoni, saltimbanchi, nani e ballerine.
La deriva pare segnata, e mi vien da malignare che è la stessa seguita dal giornale simbolo per questo sport, la Gazzetta, colei che tanto decide del ciclismo nazionale e che sfodera porcherie giorno dopo giorno tra titoli urlati, gossip e troiate varie.

Ebbene, siam partiti con la frottola di Contador invitato all'ultimo momento al Giro 2008, vinto senza allenamento, direttamente dalla spiaggia, al rientro bomba di Armstrong (l'unica vera notizia) costruito dalla Gazza in modo quasi comico, con i countdown per dare via via gli aggiornamenti. Ma il circo è più ampio, tocca i giudici (un anno a Sella "perché ha collaborato".... è uno sfregio a chi di anni se n'è fatti due e ha evitato di dare giudizi stucchevoli come fece Sella con Riccò), passa dallo stesso entourage di Armstrong che spara un fuoco artificiale al mese. A proposito, chissà cosa ne pensa Contador di questa mossa dell'Astana... La prossima, temo, sarà quella di mettere Don King in ammiraglia.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 23:43 | link | commenti (1)
categorie: sport, lavoro, giornali
domenica, 19 ottobre 2008

Night Pizzas

L'ultima volta mi è capitato martedì scorso. Giornata lunga di lavoro, conclusa con pizza in limitata compagnia (nel senso che eravamo in quattro) in uno dei pochi locali cittadini aperti all night long.

Eccolo, il mondo delle pizzerie notturne. Il fatto che Varese sia limitata rispetto a una grande città rende forse ancora più curioso il mondo che le popola. C'è di tutto, è divertente immaginare cosa fanno e chi sono tutte quelle persone in sala con te. Arrivano attori e ballerini che si sono esibiti a teatro, improbabili famiglie sudamericane con ragazzini e nonni che a quell'ora dovrebbero essere altrove (non necessariamente a letto, ma neppure a cena all'una di notte o peggio). E anziani soli ma eleganti, possibili mignotte, possibili protettori e possibili poliziotti in borghese, vai a sapere se in servizio o se alla ricerca di qualcosa da mangiare dopo un turno lungo. D'estate un paio di tavoli sono riservati ai fantini, con l'ippodromo che chiude con l'ultima corsa a mezzanotte abbondante, e prima mangiare non si può per non zavorrare i cavalli.
C'è il tavolo di giornalisti che riconoscono qualche giocatore di squadre minori, reduce magari da una trasferta chissàdove. C'è di certo qualcuno che il poliziotto conosce per averlo visto in Questura, o sullo schedario. Anzi, temo che questa categoria sia ben rappresentata.

Insomma, la pizzeria notturna mi pare quasi una "zona franca", un recinto dove le differenze e i ruoli nella vita sono momentaneamente azzerati, almeno per il tempo di una pizza, una pastasciutta, una birretta. "Ah, prima della pizza portaci una bruschetta, lui invece prende solo il dolce". Poi la porta si riapre, ognuno torna al suo posto.
Vabbé, la prossima volta assoldo un sociologo per accompagnarci. Magari mi spiega qualcosa, e non è detto che confermi le mie sensazioni.

Franz12 

postato da: franz12 alle ore 23:37 | link | commenti (7)
categorie: lavoro, luoghi, gente, cibo, birra, società, varese
martedì, 07 ottobre 2008

In maglia arcobaleno

Ok

la sbornia è passata, la vita è tornata regolare, normale, il lavoro pure.
Ma la testa è ancora un po' là, ai giorni del Mondiale di Varese: hai voglia a occuparti di cose "comuni" quando per otto giorni sei stato travolto da un evento planetario.
E allora ecco cosa mi rimane, prima di tutto, negli occhi e nella testa.

I cinque minuti in cui Ballan è rimasto in fuga. I più belli, ma anche gli ultimi. Tre anni si concludevano lì, con un italiano in fuga, con le migliaia di persone all'ippodromo che gioiscono, poi soffrono, poi gioiscono, poi soffrono... a seconda dell'inquadratura. La testa che mi gira: urlo, mi appoggio alla tribuna, mi sposto sulla scala per vedere se arriva, torno al posto e Massud saltella peggio di me, El Medio dice qualcosa che non capisco, Pablito urla. Attorno tutti urlano, predicano, predicono, tremano. Poi Ballan arriva. Tutto è bellissimo, tutto è emozionante, tutto è - praticamente e putroppo - finito.

E i giorni prima? L'ammirazione per la cerimonia inaugurale, il privilegio di vederla e raccontarla in anteprima, l'incazzatura a tratti nera per come hanno gestito l'afflusso. E i bambini sotto il podio per l'oro di Malori, la delusione per Noemi e per la nazionale femminile, la cordialità con cui ho conosciuto una medaglia d'argento e il suo entourage.
Infine Varese. I camper, le bandiere di tutto il mondo, le scritte sull'asfalto e quelle appese sugli striscioni. Una Varese che alle 2 del sabato notte è vivace, piena zeppa come la sera (alle 21) del falò di Sant'Antonio. Una Varese al centro dell'attenzione, con gente di ogni tipo che brinda, che scruta, che passeggia. Che fa amicizia sul Montello con il tendone per dar via la birra. Una Varese mai vista. E che mi piacerebbe rivedere, spero non tra altri 57 anni.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 23:14 | link | commenti (4)
categorie: sport, lavoro, luoghi, gente, varese
mercoledì, 03 settembre 2008

Verbanus

L'inflazione di cose da scrivere su altri - e più importanti - "contenitori" non mi permetteranno di scrivere granché su Fermata Theresienwiese da qui al prossimo mese.
Rompo per qualche riga il momentaneo silenzio, perchè ho voglia di parlare di lago.

Abito a 5 o 6 chilometri dalla riva più vicina, anche se 5 o 6 chilometri fanno tutta la differenza del mondo. Non sono uno di lago, sono uno che ci abita nei pressi. Ne sento da sempre l'influenza, senza viverlo quotidianamente.
Certo però che quando capita, come avvenuto negli ultimi 10 giorni, di attraversarlo, di passeggiarci accanto, di guardarlo durante un pranzo familiare, di parlarne, di leggerne le storie (mi sono messo a "frequentare" Piero Chiara, anche se non ne sono molto convinto...) il lago ti torna addosso, ti entra dentro, diventa parte di te.
E magari di fa venire qualche fissa. Come quella che mi ha fatto ronzare nella testa l'amico Massud - che fa il figo e non commenta più i blog - ovvero quella di comprare un piccolo motoscafo.
Lo so già che alla fine non se ne farà nulla; mi conosco abbastanza bene. E so già anche che prima o poi ne avrò rimorso.
Però, intanto, pensare di fare questo gran passo, mi fa sorridere e mi stuzzica un bel po'.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 22:31 | link | commenti (8)
categorie: memories, libri, lavoro, luoghi
venerdì, 01 agosto 2008

Cinque Cerchi

Ormai il profumo di Olimpiadi è nell'aria. Qualche gas tossico alla censura, di origine cinese, ha provato ad ammorbare l'aria, ma i Giochi sapranno superare anche questo.
Sarebbe bellissimo esserci: per un appassionato di sport - e non solo - i cinque cerchi sono un momento magico ma anche un tassello nuovo nella storia del mondo.

In questi giorni sono iniziate alla tv le celebrazioni dei Giochi passati. Ho visto Ottavio Missoni arrivare sesto nella finale dei 400 ostacoli a Londra '48, Abebe Bikila vincere scalzo sull'Appia Antica la maratona di Roma, Sara Simeoni e Pietro Mennea trionfare a Mosca '80 come aveva fatto Berruti all'Olimpico.
Mennea, sembra incredibile, me lo ricordo: avevo quattro anni e ho perfettamente in mente non la gara ma il suo giro di pista esultante. Ve lo giuro sul canguro.
E poi Zatopek, Ben Johnson (vista di notte la sua squalifica) e il figlio del vento, Carl Lewis che era il mio preferito. E la finale di Barcellona '92 della pallanuoto, la tragedia di Monaco '72, stessa edizione dello scandaloso oro del basket all'Urss, e Klaus Dibiasi che - campione invecchiato - si prende l'ultimo oro davanti a Greg Louganis ragazzino.

Per lavoro mi sono sentito con diversi atleti in partenza per Pechino, anzi qualcuno di loro è già là. Non nascondo di essere piuttosto invidioso: partecipare da sportivo, io credo, sia una delle soddisfazioni più belle del mondo.
Godiamoceli. E fate i bravi nei giorni in cui non sarò davanti al pc.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 09:38 | link | commenti (5)
categorie: memories, sport, lavoro
lunedì, 30 giugno 2008

Burger King

Che vantaggi ha un "fast food" quando la cassa del medesimo è clamorosamente "slow"?

Franz12 - Milano, 30/6/08

ps: mannaggia a Luini che era chiuso per manutenzione straordinaria!

postato da: franz12 alle ore 15:38 | link | commenti (6)
categorie: lavoro, luoghi, cibo, aforisma
martedì, 08 aprile 2008

Rosa sbiadito

Da tempo sono critico verso il nuovo corso della Gazzetta dello Sport, e mi pare di averlo già detto in altri post. Ecco, nei giorni scorsi si è completata la metamorfosi finale del giornale, con il passaggio al full color, il formato ridotto e tante altre cosette.
Ebbene, mi pare sia arrivato l'ennesimo passo indietro.

Non certo per il formato in sé, che mi vede indifferente, né per il colore che ovviamente è una bella innovazione.
Il problemi sono altri. Gli spazi per lo sport sempre più ridotti, lasciati in balia del gossip, del troppo calcio. Con il formato piccolo, non sono certo rimpiccioliti gli spazi pubblicitari, che fagocitano tutte le parti basse delle pagine. Eppoi quelle maledette due pagine di "altri mondi", con politica, cronaca ed economia, giusto per sembrare un quotidiano completo. Ovvio che quella parte sarà fatta con le agenzie o poco più. Senza contare lo squallore dei titoloni in prima pagina gridati alla cazzo.
Insomma, quando un concentrato di passione deve diventare un business per volontà dei suoi governanti, il risultato ne patisce. E in questo, la Gazzetta non è purtroppo molto diversa da quello sport che dovrebbe essere il suo argomento principe.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 22:12 | link | commenti
categorie: sport, lavoro, giornali
mercoledì, 20 febbraio 2008

Pollici roteanti

Sono in crisi creativa per il lavoro. Figuriamoci per il blog.

In realtà vorrei scrivere di automobili (chissà poi perché, ieri notte ho stranaviga su wik cercando quelle della mia infanzia) ma non mi viene nulla di simpatico

Franz12

postato da: franz12 alle ore 23:26 | link | commenti (2)
categorie: lavoro, automobili
lunedì, 11 febbraio 2008

Fette di Coppa

Non ho visto nemmeno un minuto della Coppa Italia di basket, vinta a sorpresa dall'Air Avellino. Varese, per la prima volta in cinque anni, non c'era, abbattuta sul fondo della classifica. Non qualificata. Fuori. Lontanissima. Esclusa meritatamente.

Peccato, perchè è manifestazione bellissima, o meglio lo era quando si disputava a Forlì e non era venduta al miglior (peggiore?) offerente come avviene da due stagioni.
Forlì, campo neutro, terra di dirigenti pazzi, puttanieri, buongustai, playmaker arrivati dalla Puglia con un fiasco di vino, dottori che esercitano di notte, lunghi e niente, americani incastrati nei caselli autostradali, ristoratori che sanno tutto del campionato jugoslavo, tifosi dagli striscioni a sorpresa...
A Bologna l'anno scorso fu differente, ci fecero lavorare male ma soprattutto il clima non era lo stesso nonostante "Da Ugo" dia sempre il meglio in certe occasioni nei dopopartita. 

Quest'anno non c'ero, ma una soddisfazione è arrivata lo stesso. Avellino ha vinto, i padroni di casa hanno perso la terza finale di fila. Come i loro cugini in biancoblù. Sarà infantile, ma la cosa mi diverte parecchio. Soprattutto dopo che il loro presidente se n'è uscito con una frase che la dice lunga sul personaggio (parla dell'arbitraggio che gli ha squalificato il campo per intemperanze): "Se questo è il ringraziamento per aver organizzato l'evento per la prima volta senza forza pubblica e con la sicurezza garantita dagli steward, allora non organizzeremo più nulla".
Ciccio. Guarda che hai comprato la possibilità di organizzare le F8, non hai comprato la Coppa...
E dopo averti visto organizzare il "Maraglio day" nell'ultima giornata della scorsa stagione, mi stupisco come tu possa ancora parlare.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 17:47 | link | commenti (3)
categorie: sport, lavoro, luoghi, gente, basket