Ieri sera, leggendo distrattamente il televideo di Mediaset, mi è caduto l'occhio su un titolo che riguardava la diossina nella carne. Era pressapoco questo:
MAIALE: "I NOSTRI PRODOTTI SONO SANI"
Insomma, un "virgolettato"... come se un maiale in conferenza stampa avesse dato il suo parere sulla situazione.
Ho rivisto di colpo una scena di vent'anni fa... Francesco Salvi che a Sanremo canta "Esatto!" e fa intervenire anche il maiale.
"Facciamo tutti dei versi, siamo una grande tribù". Chi se la ricorda? 
Franz12
ps: lo confesso, di "Esatto" avevo il cappellino. Nero, con scritta bianca.
Ci sono, ci sono ancora, non vi preoccupate. Solo che non ho tanta voglia né troppo tempo per scrivere qui sopra. Torno stasera, stanotte, dopo che ieri ho visto una notizia di ciclismo su Televideo. "Armstrong a sorpresa farà anche il Tour de France".
Ohibò. Mi sono avvicinato "sul serio", professionalmente (il tifo e la passione ci sono da sempre), da pochi anni, ne ho già viste e sentite tante, ma almeno la deriva circense pensavo di risparmiarmela.
Già, perché qui si pedala, ma tutto fa pensare sempre di più al mondo della boxe, una disciplina che è stata grande e che ormai si è persa tra mille sigle, carrozzoni, saltimbanchi, nani e ballerine.
La deriva pare segnata, e mi vien da malignare che è la stessa seguita dal giornale simbolo per questo sport, la Gazzetta, colei che tanto decide del ciclismo nazionale e che sfodera porcherie giorno dopo giorno tra titoli urlati, gossip e troiate varie.
Ebbene, siam partiti con la frottola di Contador invitato all'ultimo momento al Giro 2008, vinto senza allenamento, direttamente dalla spiaggia, al rientro bomba di Armstrong (l'unica vera notizia) costruito dalla Gazza in modo quasi comico, con i countdown per dare via via gli aggiornamenti. Ma il circo è più ampio, tocca i giudici (un anno a Sella "perché ha collaborato".... è uno sfregio a chi di anni se n'è fatti due e ha evitato di dare giudizi stucchevoli come fece Sella con Riccò), passa dallo stesso entourage di Armstrong che spara un fuoco artificiale al mese. A proposito, chissà cosa ne pensa Contador di questa mossa dell'Astana... La prossima, temo, sarà quella di mettere Don King in ammiraglia.
Franz12
Oggi non parlo io. Mi sono rotto le scatole. Di parlare di doping, di dire la mia su Riccò, di dover "difendere" Basso (signori, sono un tifoso. Deluso, un po' tradito, ma tifoso. Quindi miope e parziale, quindi imperfetto).
Oggi lascio parlare Gianni Mura, che è sempre il numero uno indiscusso. Ecco qui, non metto neretti perché non tocco un pezzo di Mura, nemmeno se me lo chiede lui (sì, ciao).
"Metà dei giornalisti è qui per raccontare delle storie, che a volte sembrano favole, e l' altra metà per parlare di doping e antidoping. Fauna stanziale, non la si vede al Roland Garros o in una partita di Champions, ma sono osservazioni di passaggio. Il doping non è solo un nemico della salute e della verità nella fatica, ma della passione".
E ancora
"Gli è andata male, come a tanti adulti che scaricano la passione su un campione che si rivela senza valore. Ma si sa solo dopo, non prima e non durante. Bisognerebbe innamorarsi a piccole dosi e avere un freno a mano dentro, da qualche parte".
Franz12
L'Italia si sta consumando in queste ore nel lutto per la morte di Gianfranco Funari. Servizi, interviste, ricordi, fotografie... tv e giornali di ogni taglio sbattono le lacrime in prima pagina per "un innovatore", "un grande", "un modello" con tanto miele appiccicato parola dopo parola.
A me invece si rivolta lo stomaco, per l'ennesima volta. Fatto salvo il dovuto e doveroso rispetto (anche questo termine peraltro inizia a schifarmi) per una persona che non c'è più, mi chiedo da due giorni quali dovrebbero essere i motivi di gratitudine verso Funari.
Uno che fumava con arroganza davanti alle telecamere, perché era figo e se lo poteva permettere, salvo dire "ai giovani" di non fumare in punto di morte "perché fa male".
Uno che è diventato famoso sdoganando lo stile "straccivendolo" nei suoi programmi dove la gente poteva urlare di tutto incitata dal conduttore («Signori, parlate due alla volta»).
Uno che ha fatto dell'ostentazione volgarotta uno stile di vita.
Tutte cose che, a parole, oggi sono indicate come causa della decadenza dell'informazione e della televisione italiane.
Ma si sa, «quand mören in tücc bun»
Franz12
Da tempo sono critico verso il nuovo corso della Gazzetta dello Sport, e mi pare di averlo già detto in altri post. Ecco, nei giorni scorsi si è completata la metamorfosi finale del giornale, con il passaggio al full color, il formato ridotto e tante altre cosette.
Ebbene, mi pare sia arrivato l'ennesimo passo indietro.
Non certo per il formato in sé, che mi vede indifferente, né per il colore che ovviamente è una bella innovazione.
Il problemi sono altri. Gli spazi per lo sport sempre più ridotti, lasciati in balia del gossip, del troppo calcio. Con il formato piccolo, non sono certo rimpiccioliti gli spazi pubblicitari, che fagocitano tutte le parti basse delle pagine. Eppoi quelle maledette due pagine di "altri mondi", con politica, cronaca ed economia, giusto per sembrare un quotidiano completo. Ovvio che quella parte sarà fatta con le agenzie o poco più. Senza contare lo squallore dei titoloni in prima pagina gridati alla cazzo.
Insomma, quando un concentrato di passione deve diventare un business per volontà dei suoi governanti, il risultato ne patisce. E in questo, la Gazzetta non è purtroppo molto diversa da quello sport che dovrebbe essere il suo argomento principe.
Franz12
- Il Corriere Lombardia non si è degnato di rispondere alla mia mail con la quale segnalavo che la Valcuvia non è in provincia di Novara.
- Repubblica colma subito il divario. Secondo tale Jenner Meletti (complimenti anche per il nome proprio), la bresaola VALTELLINESE è fatta (anche... della provenienza parla l'articolo) "dalle vacche e dai manzi dei pascoli BERGAMASCHI"....
La geografia tutte le feste porta via...
Franz12
Corriere della Sera di oggi, lunedì 14/1/08
Dorso Lombardia
Pagina "Cultura & tempo libero" (pag 9)
Rinasce il Savini - Grace Kelly, Callas, Toscanini e... Ai tavoli il sapore della leggenda
di Mario Perazzi
«... Allo svizzero succede il novarese della Valcuvia Virgilio Savini...»
Ma brutto pirla, tu, che scrivi sul Corriere. Sulle pagine della CULTURA. Come cazzo fa a essere novarese uno della Valcuvia??? Non è solo un'altra provincia... è un'altra REGIONE.
Peggio, è nella regione per la quale tu scrivi di cultura, sul più prestigioso quotidiano del capoluogo.
Mamma mia...
Franz12