L'ultima volta mi è capitato martedì scorso. Giornata lunga di lavoro, conclusa con pizza in limitata compagnia (nel senso che eravamo in quattro) in uno dei pochi locali cittadini aperti all night long.
Eccolo, il mondo delle pizzerie notturne. Il fatto che Varese sia limitata rispetto a una grande città rende forse ancora più curioso il mondo che le popola. C'è di tutto, è divertente immaginare cosa fanno e chi sono tutte quelle persone in sala con te. Arrivano attori e ballerini che si sono esibiti a teatro, improbabili famiglie sudamericane con ragazzini e nonni che a quell'ora dovrebbero essere altrove (non necessariamente a letto, ma neppure a cena all'una di notte o peggio). E anziani soli ma eleganti, possibili mignotte, possibili protettori e possibili poliziotti in borghese, vai a sapere se in servizio o se alla ricerca di qualcosa da mangiare dopo un turno lungo. D'estate un paio di tavoli sono riservati ai fantini, con l'ippodromo che chiude con l'ultima corsa a mezzanotte abbondante, e prima mangiare non si può per non zavorrare i cavalli.
C'è il tavolo di giornalisti che riconoscono qualche giocatore di squadre minori, reduce magari da una trasferta chissàdove. C'è di certo qualcuno che il poliziotto conosce per averlo visto in Questura, o sullo schedario. Anzi, temo che questa categoria sia ben rappresentata.
Insomma, la pizzeria notturna mi pare quasi una "zona franca", un recinto dove le differenze e i ruoli nella vita sono momentaneamente azzerati, almeno per il tempo di una pizza, una pastasciutta, una birretta. "Ah, prima della pizza portaci una bruschetta, lui invece prende solo il dolce". Poi la porta si riapre, ognuno torna al suo posto.
Vabbé, la prossima volta assoldo un sociologo per accompagnarci. Magari mi spiega qualcosa, e non è detto che confermi le mie sensazioni.
Franz12

Tranquilli, ci sono ancora. Monaco tutto ok... raggiunta via Stoccarda, coccolata, vissuta, bevuta, ballata, divertita. Come sempre. Anzi, son già qui a macerarmi perché l'anno prossimo sarà quasi impossibile esserci.
Intanto, giusto per arrotondare, sono andato a una festa vicino a casa mia che è una piccola ma bella imitazione dell'originale. Ecco l'evolversi della serata in un post futurista...
Arrivo, si comincia: tris di wurstel mit senf. Birra. Musica ancora solo registrata
Ton si ribalta con la panchina. Capovolgimento dal ridere.
Sms Mazzu: Lugano la Bolzano di Svizzera (mi pensiero: cazzo, il derby, non lo sapevo)
Toh, c'è in giro Ragazza carina. Saluto.
Birra
Sms Capellilunghi: ho voglia di uscire, non è che passi a prendermi? (mio pensiero: dopo anni? no. ci sentiamo dopo... o dopodomani)
Apertura ufficiale festa e concerto: Prosit prosit der Gemutlickeit
Pouge! Pouge!
Musica: tra le hit da oktoberfest spuntano Cochi&Renato, Svampa e simili. Tripudio
Incrocio Ragazza carina che mi chiede: "Sei ubriaco?" (mio pensiero: olè, cominciamo bene)
Vivaaa Coloniaaaa
Presenti alcuni stimati colleghi, compagno di banco compreso!
Sms Mazzu: Ha vinto l'Ambrì 3-2 ai rigori
Sms Franz12: Godo! E brindo
Birra
Lo stimato collega GiorGiorno brinda con la stampella al posto che col boccale
Compaiono personaggi di dieci anni fa: saluto d'ordinanza
Microfono: attenzione, fuori dalla festa vigili col palloncino
Insulti
Musica - musica - musica
Salvo la signora del compagno di banco da asciugone
Prosit
Saluti
I vigili non ci sono più
Telefonata a Capellilunghi tanto per
Casa
Franz12
Per la prima volta da quando esiste Fermata Theresienwiese, sto per partire per Monaco di Baviera, destinazione Oktoberfest.
Una partenza diversa dalle otto che l'hanno preceduta, tra il 1997 e oggi: l'andata sarà rocambolesca a causa di un impegno di lavoro. Mai capitato in vita mia di prendere l'aereo per lavoro, capita so stesso giorno della partenza per Munchen... figurarsi.
Non vi tedio, non ho preparato nulla, non sto allenandomi dovere al succo di Luppolo. Anzi, ho un raffreddore maledetto.
Ma venerdì passerà tutto, promesso!!!!
Ein Prosit
Herr Franz12
In seguito a una discussione sull'inno tedesco scaturita qui a bottega, ho trovato le parole con cui August Heinrich Hoffmann von Fallersleben scrisse l'attacco della strofa che poi fu usata come inno nazionale (la musica è di Joseph Haydn). Versione poi cambiata in seguito agli eventi storici.
«Gott erhalte Franz, den Kaiser, unsern guten Kaiser Franz»
traduzione
«Dio conservi Franz, l'imperatore, il nostro buon imperatore Franz».
Ringrazio il buon August per queste belle parole scritte nel 1841, che a buon titolo entrano a far parte di un blog che si intitola - è bene ricordarlo - Fermata Theresenwiese.
Prosit
Herr Franz12
Tra un ritaglio di tempo e l'altro, stamattina ho provato - anzi sono riuscito - a inserire le prime due foto del blog. Foto oltremodo significative...
La prima purtroppo risale a due anni fa: è il buon risultato della mia attività di "casaro" in compagnia del fido Gabella, vero esperto del ramo. Formaggelle di latte di capra al 100% venute piuttosto bene. Avevo anche disegnato l'etichetta e le avevo messe in posa... peccato che l'esperimento non sia stato ripetuto.
La seconda invece non poteva mancare in "Fermata Theresenwiese": si tratta del ritratto (gioco di parole) di due gioviali spinatori
dell'Oktoberfest. Un'immagine simbolo.
Però "da grande" non vorrei diventare come loro.... 
Franz12
O'zapft is! Si comincia.
Come all'inizio dell'Oktoberfest, quando il sindaco di Monaco pronunciando questa frase apre la prima spina della prima botte con un colpo di martello.
Il via alla festa.
Tutta la popolazione si trasferisce a Theresenwiese per celebrarla. E magari ci va in metropolitana, scendendo proprio a quella fermata. O alla vicina Poccistrasse, punto di riferimento per il nostro parcheggio, per diversi anni...
Non so se e quanto aggiornerò questo blog. Faccio un tentativo. Ma da oggi un bel boccale di birra virtuale, davanti al quale scambiare quattro opinioni, qui lo potrete trovare.
Prost!!!
Franz12 - Che di tedesco conosce a malapena qualche parola! 