Fermata Theresienwiese

Ein prosit, ein prosit, der Gemütlichkeit

Chi sono

Utente: franz12
«Ein Prosit!»: Theresienwiese è la fermata di metropolitana dalla quale si accede all'Oktoberfest. Beviti un boccale qui con me, parlando di sport, musica, episodi divertenti...

Commenti recenti

utente anonimo in Leoni!

Archivio

oggi
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Servono ai tavoli

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Maß (boccali) di birra serviti fino ad ora

visitato *loading* volte
venerdì, 22 agosto 2008

Mah

- La Granbassi parla bene del Dalai Lama. Non per niente fa scherma.

- Russo in finale nella boxe. Nonostante sia un pugile Clemente

- Io corro i 100 con il tempo che fa Bolt. Sui 200.

- Ora mi piacerebbe chiudere in una stanza Sarmiento, Russo e Borghezio (w l'Italia).

postato da: franz12 alle ore 17:45 | link | commenti (5)
categorie: sport, aforisma
lunedì, 18 agosto 2008

Brucobrividi

Confesso che quest'anno non ci avevo creduto, e nemmeno tanto pensato.
Con il tritacarne olimpico fisso sulla tv avevo un poco tralasciato il Palio dell'Assunta: avevo visto che il Bruco era stato estratto per correre, ho come tradizione preparato il fazzoletto gialloverde (mi perdonino i contradaioli doc, è il mio modo per sentirmi più vicino a Siena) e mi sono accostato alla carriera senza troppe aspettative.

Dello Zeddino (Gingillo) non mi fidavo troppo, sapevo che Elisir era un buon cavallo, a mio avviso tra i migliori, ma la combinazione non mi ha fatto pensare a chissaché anche visti i palii recenti doveil Bruco non è stato grande protagonista.
E invece...

E invece mi sono trovato a gridare davanti al teleschermo come in quell'agosto '96 o in piazza in quel luglio '05. A incitare Elisir con la voce, a spingerlo all'interno dell'Oca per il sorpasso decisivo, a esultare con i brividi addosso quando Gingillo ha alzato il nerbo. E poi su Toscana Channell (viva il satellite) mi sono rigustato la carriera, le parole dei capitani e via dicendo.
Una gioia inattesa, quindi bellissima.

Grazie Bao Bello, grazie Siena.
Franz12

ps: tra l'altro purgate Montone e Selva, due contrade che per motivi prettamente personali mi stanno poco simpatiche. Sul Montone il Poll vi saprà dire!

postato da: franz12 alle ore 15:14 | link | commenti (2)
categorie: memories, siena
lunedì, 11 agosto 2008

Rileggiamo quei nomi

Domenica di totale full immersion olimpica per un abbronzato Franz12.
Dopo aver palpitato per Cantele (e Guderzo), per l'esordio di Elia Luini, per l'oro di Tagliariol stacco il cervello e mi godo il "mio" basket: è il giorno di Usa-Cina, la partita - dicono - più vista della storia.
Partita solo un poco inquinata dall'arbitro Facchini, che gode a fare l'esibizionista davanti a tanta gente, ma pazienza.

Guardo Team Usa che prima lascia divertire i cinesi e poi li sbriciola. Cinesi ben poco intelligenti, perché all'ennesimo contropiede-più-schiacciata consecutivo, anche la mia squadra di Prima divisione capirebbe l'inutilità di andare in quattro a rimbalzo d'attacco. Dicevo, guardo Team Usa e mi viene da pensare a 16 anni fa.
1992. Come allora Varese era caduta nel baratro della A2 e curiosamente anche la Nazionale non stavata tanto bene, io giocavo forse tra gli allievi, fu un'estate di divertimento (gite, feste) e tristezza (la morte di mio nonno). Fu l'estate in cui i sogni di ogni appassionato di basket si avverarono.

Magic, Bird & Jordan assieme. Ewing e Robinson sottocanestro. Sir Charles Barkley dovunque. Stockton to Malone. Pippen, Drexler e Mullin a rischiare di fare i comprimari insieme a Laettner.
Una cosa mostruosa, irripetibile, unica. Magic, Bird & Jordan da soli valevano come ogni altra nazionale messa assieme.
Dopo il preolimpico a rullo compressore, ci fu l'esordio con l'Angola. Africani demoliti 116-48 e felici di avere le foto con i marziani. Poi la Croazia, con il povero Kukoc preso di mira e abbattuto (dovevano fargli pagare l'incredibile vittoria slava ai mondiali juniores di Bormio '87 e soprattutto le voci di mercato che lo volevano in Nba). Delle altre partite non ricordo granché - ricordo invece le gag di Barkley raccontate dai Giganti del Basket -fino alla finalissima.

Lì c'era di nuovo la Croazia dell'altro eroe, Drazen "Mozart" Petrovic. Pelle d'oca anche lì. Drazen era il condottiero, ma il quintetto era completato da Kukoc, Radja, Vrankovic e da un ragazzino che ho amato (prima) e odiato (poi) alla follia, Arijan Komazec.
A metà del primo tempo il miracolo: pausa degli Usa, assist di Drazen e schiacciata con fallo subito e libero segnato del tozzo ma utile
Franjo Arapovic. Più 2 Croazia.
Poi la nuova valanga, con i biancorossi a stabilire comunque un record: sconfitta con "soli" 32 punti di scarto, il più risicato della storia del Dream Team.

Ecco perchè questo squadrone Usa 2008, fortissimo, e tutti quelli che lo seguiranno non potranno mai avvicinare quello di Barcellona '92. Anche perché nessuno mai si ritroverà di fronte il Mozart dei canestri.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 22:52 | link | commenti (3)
categorie: memories, sport, basket
venerdì, 01 agosto 2008

Cinque Cerchi

Ormai il profumo di Olimpiadi è nell'aria. Qualche gas tossico alla censura, di origine cinese, ha provato ad ammorbare l'aria, ma i Giochi sapranno superare anche questo.
Sarebbe bellissimo esserci: per un appassionato di sport - e non solo - i cinque cerchi sono un momento magico ma anche un tassello nuovo nella storia del mondo.

In questi giorni sono iniziate alla tv le celebrazioni dei Giochi passati. Ho visto Ottavio Missoni arrivare sesto nella finale dei 400 ostacoli a Londra '48, Abebe Bikila vincere scalzo sull'Appia Antica la maratona di Roma, Sara Simeoni e Pietro Mennea trionfare a Mosca '80 come aveva fatto Berruti all'Olimpico.
Mennea, sembra incredibile, me lo ricordo: avevo quattro anni e ho perfettamente in mente non la gara ma il suo giro di pista esultante. Ve lo giuro sul canguro.
E poi Zatopek, Ben Johnson (vista di notte la sua squalifica) e il figlio del vento, Carl Lewis che era il mio preferito. E la finale di Barcellona '92 della pallanuoto, la tragedia di Monaco '72, stessa edizione dello scandaloso oro del basket all'Urss, e Klaus Dibiasi che - campione invecchiato - si prende l'ultimo oro davanti a Greg Louganis ragazzino.

Per lavoro mi sono sentito con diversi atleti in partenza per Pechino, anzi qualcuno di loro è già là. Non nascondo di essere piuttosto invidioso: partecipare da sportivo, io credo, sia una delle soddisfazioni più belle del mondo.
Godiamoceli. E fate i bravi nei giorni in cui non sarò davanti al pc.

Franz12

postato da: franz12 alle ore 09:38 | link | commenti (5)
categorie: memories, sport, lavoro