Fermata Theresienwiese

Ein prosit, ein prosit, der Gemütlichkeit

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«Ein Prosit!»: Theresienwiese è la fermata di metropolitana dalla quale si accede all'Oktoberfest. Beviti un boccale qui con me, parlando di sport, musica, episodi divertenti...

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Maß (boccali) di birra serviti fino ad ora

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venerdì, 31 agosto 2007

Uomini volanti

Welcome Beck (sarà un errore o è giusto? eheh)

ieri purtroppo non sono riuscito a vedere in tv la gara di salto in lungo di Osaka, finale dei Mondiali. Peccato: ho rivisto i salti decisivi di Saladino e Howe e ho potuto immaginare quanta dev'esser stata l'emozione del momento.
Credo sia stata simile a quella provata da me nell'ormai lontano '91 (ho controllato, era il 30 agosto anche quella volta), quando in pedana c'erano sua maestà Carl Lewis e Mike Powell, gara che ricordo ancora come uno degli eventi sportivi più belli cui abbia mai assistito nella mia vita.
D'altra parte gli anni Novanta sono stati di un livello pazzesco per il lungo che, per motivi che bene bene non conosco nemmeno io, è la mia disciplina dell'atletica preferita.

Quel giorno la Rai trasmetteva la diretta durante la mattina italiana. Lewis e Powell erano intenzionati ad andare oltre uno dei record leggendari dell'atletica, l'8,90 di Beamon ottenuto a Città del Messico (rà rà rà :-) ).
In qualche modo ci riuscirono entrambe dopo una serie di balzi intorno all'8,80, misura irraggiungibile per gli altri anche con le molle (a parte Emmian e Pedroso che penso non fossero della partita): Lewis volò a 8,91, salto valido per la gara ma non per il WR in quanto ventoso. Ma Powell fece il capolavoro al 5° salto: 8,95. In un secondo cancellati sia Beamon sia le 65 vittorie di fila di Lewis per cui facevo il tifo.
Una storia pazzesca che ieri Saladino e Howe (che ha superato il "Beamon italiano" Giovanni Evangelisti) hanno rinfrescato da campioni

Franz12

postato da: franz12 alle ore 16:40 | link | commenti (2)
categorie: memories, sport
mercoledì, 01 agosto 2007

Azzurro goloso

Non mi sbilancio in pronostici: di solito quelli sulla Nazionale li canno in pieno  (memorabile quello del 2003, quando la vidi demolita dalla Grecia a Varese e predissi disastri: finì con un bronzo europeo).

Però questa Azzurra sta ingolosendo un sacco il mio appetito cestistico.
Tutto parte dal Mago, il vertice di una piramide mai vista in Italia, almeno negli ultimi vent'anni. È disarmante la facilita di gioco, di scelta, di decisione che mostra: anche quando forza un tiro ti convince che ha fatto la scelta migliore.
Dietro di lui talenti e talentini. Belinelli continua a non piacermi troppo come giocatore "globale", ma le cose che sa fare le fa in modo spaziale, Gallinari (ma anche la sorpresona Crosariol, che mi piace perché va su deciso) ha tempo per crescere e intanto può già dare tocchi di classe.
Il gruppo vecchio, Baso-Jack-Soragna-Marconato sembra si stia adeguando all'impatto delle nuove leve, così come Mordente.

Recalcati avrà di che lavorare per sceglierne 12... lontani i tempi in cui il tossicomane di Sarajevo voleva convincerci che quell'ammasso informe di Camata valeva un Europeo (e infatti...). L'unico su cui non avrei dubbi - oltre al telecronista - è Gigli... inguardabile, da lasciare a casa da subito.

Mentre scrivevo mi è arrivato un sms dall'uomo-reflex (inquadrato su RaiSat a inizio intervallo): "Vieni a vederti un partita"... Uhm, Bormio è lontana, ma sabato sarò già di strada... chissà!

Forza ragazzi
Franz12
postato da: franz12 alle ore 22:18 | link | commenti (5)
categorie: sport, basket